Perth ci accolse per il primo anno d’Australia

Il primo grande, lungo viaggio

Un incontro casuale con un’amica di rientro dall’Australia in un normalissimo pomeriggio di Maggio, si trasformò per noi nel segno che stavamo aspettando per deciderci e partire.

Non sapevamo nulla dell’Australia, non avevamo mai prima d’ora impacchettato la nostra vita in scatoloni e lasciato tutto e tutti dietro di noi per vivere un sogno, un’avventura che avrebbe potuto durare un mese, un anno o forse tutta la vita.

Ma nel Giugno 2013 ci ritrovammo al check-in dei voli internazionali all’aeroporto di Milano con due valigeun Working Holiday Visa, un pizzico di paura e tanta emozione negli occhi, con il nostro biglietto di sola andata, direzione Perth – Western Australia.

E ad oggi sono 87 mesi che vivo in Australia!

Primo approdo nella sperduta ma meravigliosa Perth

dove avevamo deciso di cercare lavoro per i canonici 88 giorni nelle Farm. Meglio levarsi il fastidio subito – le ultime parole famose – avremmo, infatti, lavorato nelle farm giusto alla fine del nostro periodo a Perth, dopo esattamente 9 mesi di vita australiana. La più piccola tra le grandi metropoli australiane, lontana dal brivido della movida di Sydney, Perth si rivelò essere per noi il miglior punto di partenza possibile. A portata di Italiani un pò smarriti – ma con tanta voglia di fare e creare – con il suo mondo dai ritmi rilassati che ci accolse con benevolenza.

Iniziammo a cercare lavoro fin da subito, e da subito ci scontrammo con l’accento australiano – così diverso da quello americano che A. ricordava –  e ancora più lontano da quello che generalmente si studia (male) nelle scuole italiane.

Decidemmo dunque di darci la migliore delle possibilità iscrivendoci ad un corso di Inglese.

Fu questo il vero inizio nella costruzione della nostra nuova vita in Australia. Il corso ci diede la chiave di lettura con cui leggere il mondo a 13k chilometri di distanza dalla vecchia Italia e le competenze per andare a consegnare Curriculum Vitae per tutta la città con la consapevolezza di chi sa cosa sta dicendo.

Il mio consiglio più grande per chi vuole trasferirsi e lavorare in Australia è proprio questo: frequentare un corso di inglese sul posto. Oltre ad imparare l’Inglese che si parla qua è utile anche per fare le prime conoscenze e stringere rapporti con nuovi compagni di viaggio, ragazze e ragazzi da tutto il mondo che inseguono il sogno di una vita differente.

Perth CBD View

L’ingresso nel mondo del lavoro australiano

A Perth io e A. iniziammo davvero a capire la società e la cultura australiana, tra la vita di tutti i giorni e un lavoro pagato ad ore e organizzato in shifts (turni). Non avendo ancora un minimo di esperienza lavorativa australiana ed essendo impegnati con il corso d’inglese all’inizio ci buttammo, infatti, nel mondo della Ristorazione. Che si rivelò essere un’esperienza straordinaria, che mi fece scoprire persone buone e generose, aperte, che come me si affacciavano su un mondo ancora nuovo.

Freser's Team
Quando lavori nella ristorazione e il lunedì sera diventa il nuovo sabato!

Il nostro Nuovo Mondo Downunder

Nelle cucine, così come negli hotel, i colleghi si aiutano sia con la lingua che con le usanze. Cancellato il grave patrimonio culturale di una società dove il più furbo sopravvive sul posto di lavoro e il più buono viene scansato tra elogi e una promozione rubata, mi ritrovai ad aprirmi sempre di più a questo mondo e alla sua gente. Era bellissimo. Come un bambino che abbandonava ogni resistenza e si affidava al mondo esterno per imparare e capire, elaborando le esperienze e chiedendo aiuto quando necessario. Senza frustrazione né timidezza, senza vergogna o paura. Dare per aiutare, chiedere per ricevere. Un binomio sociale di rispetto e voglia di fare.

LA VITA PRENDEVA FORMA.

Io e A. ci inserivamo in questa costa isolata e lontana dalla pressione del business delle grandi città, riscoprimmo i sorrisi della gente, quelli inaspettati in mezzo alla strada o alla fermata del bus, dove la gente senza una vera ragione si prendeva il tempo di parlarsi, conoscersi, aiutarsi … faceva strano e faceva piacere. E per un commesso che mi ripeteva anche dieci volte la stessa frase, detta allo stesso modo perché non avevo capito c’era un esercito di australiani, inglesi, francesi, russi, indiani ed argentini – e chi più ne ha più ne metta – che mi tendevano la mano

Stabilità: non mi sentivo sola e la Valentina spaesata che si arrampicava nel primo giorno di lavoro lentamente non c’era più.

Mese dopo mese l’Australia ci ha conquistato

Lungo il primo anno in Australia ho provato un’altalena di emozioni: eccitazione per la nuova avventura, disorientamento nel cercare casa e lavoro con il timore di perdersi in questo mondo a testa in giù. Tutto accompagnato dal brivido della prima, grande avventura, tra ambizione e pressione di riuscirci o non riuscirci, le forme di un Paese nuovo, la paura tra costo della vita più alto e i ritmi di un ambientamento che però veniva naturale.

E la nostalgia di casa? Quella vera, mi sarebbe venuta solo dopo 4 anni. Il nostro  primo anno stava per giungere al suo termine e dopo un viaggio All-around-Australia, perchè ancora non avevamo la certezza di poter restare oltre e volevamo essere certi di assaporare tutte le bellezze che questo Paese ha da mostrare ed offrire, arrivò il tempo dei nostri 88 giorni di lavoro nelle farm.

Impegno preso e, con un pò di solitudine e tanta terra tra le mani, portato a termine. Bello e duro, natura, lavoro e ritmi di una vita che ora sentivo essere miei.

88 days of farm work
Svegliarsi prima dell’alba per evitare di lavorare sotto il sole cocente; le mani e la pelle coperte di terra; la solitudine e la nostalgia della città.

Una settimana dopo la fine dell’88esimo giorno tornammo poi a casa, in Italia. Una vacanza mani in mani, perché intanto anche il resto del mondo era andato avanti. E dopo un iniziale periodo di “Quanto tempo”“Mi manchi tanto” e “Che coraggio, ti prego raccontami tutto”, ci ritrovammo ancora a parlare e desiderare la nostra nuova vita, in quel mondo Aussie di cui ci sentivamo fare ormai parte.

Riprogrammammo così la nostra ripartenza, questa volta con l’obiettivo di restare, con l’obiettivo di trasformare l’attuale secondo Working Holiday Visa in un visto a lungo termine, il 457 Sponsorship Visa.

Questa volta ad accoglierci sarebbe stata Sydney.

Una città come una cartolina, tra la baia che l’attraversa e le migliaia di persone che ogni giorno percorrono le sue ampie strade. Metropoli, mare, grattacieli in un’atmosfera di salsedine, onde e una città che si staglia contro il cielo. Ma questa è un’altra storia che vi racconterò […]


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