Natale, le luci e la nostalgia di casa

L'albero di Natale in Martin Place - Sydney

Il periodo di Natale è sempre uno dei più difficili per chi, come me, vive lontano da casa. Fortunatamente, nonostante le mille luci e gli alberi di Natale giganteschi che decorano la città di Sydney e le sue vie, con il sole che brucia la pelle e le spiagge che si riempiono di turisti e lavoratori esausti, la magia del Natale in Australia non si fa poi cosi tanto sentire.

Ma rimane il periodo dell’anno in cui tutto si ferma, le famiglie tendono a riunirsi e gli scaffali dei supermercati si svuotano. E se non posso trascorrere il Natale con la mia famiglia, cerco almeno di portare un pò d’Italianità non solo sulla mia tavola ma anche nelle piccole tradizioni.

Questo è il settimo anno che trascorro lontana da casa, ma solo il terzo senza andare via da Sydney, e più o meno cosi è come andrà:

? Lavorando in un ufficio che non chiude per le ferie, preferisco lavorare. La città e gli uffici si svuotano, gli orari diventano ridotti e lavorare permette di distrarre la mente e non sentire il vuoto del momento. Inoltre lavorando nel periodo di Natale risparmio giorni di ferie che potrò utilizzare più avanti nell’anno quando i più saranno, invece, costretti alla scrivania.

?️ Organizzo una cena di Natale con gli amici che a loro volta sono rimasti in città, con la famiglia lontana. Cosi non solo ci riuniamo come una grande famiglia e ci teniamo tutti compagnia ma abbiamo anche la possibilità di mischiare le tradizioni di diversi Paesi, un altro modo per espandere gli orizzonti mentali e gastronomici.

? Il meteo a Sydney è sempre imprevedibile, ma tentare di organizzare una giornata al mare tutti in un costume rosso acceso o berretti di Babbo Natale è un obbligo quando il Natale coincide con il primo mese ufficiale d’estate.

? La telefonata a casa, tramite WhatsApp o Skype è obbligatoria, ma rappresenta anche il momento più difficile della giornata. Non solo perché in Australia sarà ormai serata inoltrata, e fiumi d’alcool hanno preso il sopravvento e rimpiazzato ogni goccia d’acqua possibile, ma anche perché significa chiamare casa esattamente nel momento che precede, per loro, l’inizio del pranzo ufficiale. Tutti si sono riuniti nei loro bei vestiti, seduti intorno al tavolo, organizzati in maniera da essere tutti visibili nello schermo del telefono di turno, tutti vogliono parlare e dire la loro, agitati non aspettano neanche la risposta, le voci cominciano a mischiarsi l’una con l’altra. Onestamente da questa parte del telefono si capirà poco di cosa sta succedendo ma l’unica cosa che vedo sono loro tutti riuniti e io qui, a cercare di farmi sentire vicina a loro attraverso l’immagine pixellata all’interno di un cellulare con una connessione probabilmente traballante.

⏳ La malinconia si farà sentire, ma questo sarà il momento in cui più di tutti dovrò ricordarmi perché sono partita e quali sono i miei sogni. Domani sarà un altro giorno e tutti torneranno alle proprie abitudini. È il momento di riflettere sulle decisioni prese e dei bilanci, essere chiari circa cosa sto costruendo e su cosa voglio raggiungere nel nuovo anno.

? Mi faccio un regalo. Non deve necessariamente essere qualcosa di materiale, anzi, meglio ancora se è qualcosa collegato ad almeno uno dei goal prefissati per l’anno che sta per incominciare. Io quest’anno mi sono regalata una fitness challenge di 8 settimane. Alla fin fine devo regalarmi qualcosa che mi faccia piacere e sentirmi bene nel mio corpo è uno degli obiettivi che mi sono stabilita per il 2020.

Come sarà il tuo Natale?


Looking for Something?